Leishmaniosi

La leishmaniosi è sicuramente una delle malattie parassitarie più pericolose per un cane, perché ancora oggi non esiste una cura, il vaccino in commercio è poco protettivo e non rende il cane immune alla malattia e, soprattutto, ancora oggi non si capisce bene quale sia il meccanismo d’azione con cui il parassita causa la malattia, nonostante i moderni mezzi di ricerca.

Ma andiamo con ordine. La leishmaniosi è causata da un parassita appartenente alla specie Leishmania infantum. Questo essere vivente appartiene ad un regno della natura di cui parliamo poco, quello dei protisti. A fianco di piante, animali, funghi e batteri esiste anche questo quinto regno, composto da esseri microscopici, a cui appartiene anche questo parassita.

Si tratta di un protista grande all’incirca quanto un globulo rosso che abbiamo nel sangue quindi invisibile ad occhio nudo, che viene iniettato nel sangue da un insetto: il flebotomo.

Il parassita ha due forme: una chiamata amastigote ed una chiamata promastigote. La differenza tra le due forme risiede fondamentalmente nel fatto che il secondo ha una coda, detta flagello, che gli permette di muoversi (visivamente somiglia ad un girino di rana, anche se molto più piccolo) mentre il primo non ce l’ha.

Quando il parassita si trova nel flebotomo, per la precisione nel suo intestino, possiede la forma promastigote, ed il flagello gli serve per nuotare e raggiungere la bocca del flebotomo quando si accorge che l’insetto sta pungendo un animale. Risalendo così il suo corpo scende attraverso la proboscide, ovvero il “pungiglione” dell’insetto, ed entra nel sangue del cane.

Qui le difese immunitarie cercheranno di fermare il parassita, e lo faranno tramite il meccanismo di fagocitosi; alcuni globuli bianchi detti macrofagi lo mangeranno e cercheranno di digerirlo.

Il problema di questo parassita è che lui è resistente a questo meccanismo di difesa. Quando viene mangiato, infatti, non si da per vinto e cambia forma, perdendo il flagello e diventando così amastigote. Poi inizierà a riprodursi: da una leishmania se ne formano due, da due quattro, da quattro otto e così via fino a quando saranno troppe per il “povero” globulo bianco che scoppierà, letteralmente. Gli amastigoti di leishmania si diffonderanno nel sangue, altri macrofagi le mangeranno e loro si ripridurranno ancora di più, rendendo sempre più grave la situazione.

Ad un certo punto l’organismo si rende conto che questo sistema non porta a nulla, e tenta ad un altro approccio: “bombardare” le leishmanie con un’altra arma di difesa che sono gli anticorpi, che si attaccano agli invasori e cercano di distruggerli. Sono un po’ come razzi di segnalazione, servono a dire alle altre difese “ehi, ne ho catturato uno!” In modo che le altre si avvicinino e facciano fuori il nemico.

Ed è qui che sorge il problema, perché le leishmanie resistono anche agli anticorpi. In particolare piccole parti della loro superficie si staccano con l’anticorpo, e questo complesso formato da pezzo di leishmania più anticorpo, che si chiama immunocomplesso, inizia a girare nell’organismo. Si deposita un po’ dappertutto e comincia a dire “ehi, ne ho preso uno” a caso, senza in realtà aver catturato nessuna leishmania.

Ma il sistema di difesa, convinto che l’anticorpo abbia veramente catturato un intruso, inizia ad agire contro l’organismo stesso. L’immunocomplesso è nel rene? Il sistema di difesa se la prende con il rene. È nelle articolazioni? Se la prende con le articolazioni. È nell’occhio? Se la prende con l’occhio.

In questo modo risulta facile capire come sia difficile eliminare la lehismania perché lei, di fatto, in tutto questo fa ben poco. Se ne sta lì, distrugge un po’ di macrofagi  ma fondamentalmente aspetta un flebotomo che punga il cane in modo da poter ridiventare promastigote e diffondersi ancora di più. La causa della malattia è in gran parte l’organismo stesso.

È per questo che la leishmaniosi è praticamente impossibile sia da curare, che da vaccinare, perché non è un organismo che entra e fa danni, ma che innesca un meccanismo in cui l’organismo del cane pian piano si auto distrugge.

La soluzione migliore per evitare la leishmaniosi è e rimane sempre, ad oggi, la prevenzione: far evitare al cane l’ambiente preferito dei flebotomi, il bosco, e trattarlo sempre con gli antiparassitari per uso cutaneo è l’unico modo per impedire che l’insetto possa pungerlo innescando tutta questa catena che lo porterebbe ad una situazione gravissima.

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