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Bivalvi: Conchiglie, ostriche, cozze e vongole

Foto bivalvi 1
Fonte: dalla rete
Molti invertebrati, più precisamente molti molluschi, difendono il loro corpo con una struttura rigida e laminare che può aprirsi e serrarsi come uno scrigno, comunemente detta “conchiglia”.
Le specie note sono numerosissime, circa 30.000; tra queste le più comuni sono le cozze, le vongole, le ostriche ed altre specie commestibili e da sabbia.
Tutti questi animali sono molluschi appartenenti alla classe Bivalvia.
Gli individui adulti sono organismi filtratori e si nutrono quindi di sostanze organiche presenti in sospensione nell’acqua, trattengono le particelle nutrienti filtrando litri e litri d’acqua.
Dal momento che si nutrono per filtrazione, i bivalvi prediligono le distese o i fiumi con acque abbastanza veloci e vivono sotto il substrato: immersi parzialmente o totalmente nella sabbia o nel fango, riescono ad aderire a fondali rocciosi o addirittura a perforare legni e strati vari di fondale marino.
Per quanto riguarda le larve, invece, ci sono varie specie che si comportano da parassiti.

Struttura e difesa, la formazione della perla: Il corpo dei bivalvi è di una consistenza molle ed è compresso lateralmente, esso è compreso tra due strutture laminari convesse, dette valve. Le due valve sono tenute insieme da una “cerniera” e proprio nei pressi di questa struttura che sono rilasciate grandi quantità proteiche e piccole particelle di carbonato di calcio: sostanze responsabili del legame elastico nella cerniera e permettono l’apertura e la chiusura delle due metà della conchiglia.
Una chiusura forte e resistente risulta essere un fondamentale mezzo di difesa soprattutto nei confronti delle Stelle Marine che sono dei ghiotti predatori di bivalvi, infatti le stelle marine, con le loro propaggini laterali tentano di forzare l’apertura delle valve e nutrirsi del loro corpo molle.
La formazione della famosa perla può essere considerata una forma di difesa che i bivalvi attuano, infatti quando un piccolo detrito o un parassita si introduce all’interno della conchiglia, il mollusco secerne della madreperla (carbonato di calcio e conchiolina) attorno all’ospite indesiderato, si ha così la formazione graduale di una perla. Le perle più prestigiose e di qualità più alta, sono quelle prodotte da Pinctada margaritifera e Pinctada mertensi cioè dalle classiche ostriche del Pacifico.

Bivalvi Giganti: Oltre le strutture sopra descritte, vi sono alcuni bivalvi meno conosciuti, questi comprendono solo nove specie e sono soprannominati “bivalvi giganti”. Vivono nella zona Indo-Pacifica in associazione con le barriere coralline. Gran parte della loro nutrizione dipende da alcune alghe che mediante la fotosintesi riescono a procurargli le energie necessarie per la sopravvivenza. E’ sempre grazie a queste alghe fotosintetiche che i bivalvi giganti appaiono colorati. Tra queste specie vi sono esemplari che raggiungono la lunghezza di 25 cm e altri che arrivano a pesare addirittura 4 kg.

Riproduzione e Sviluppo: La riproduzione può avvenire in differenti modi in quanto vi sono specie a sessi separati oppure ermafroditi. La maggior parte dei bivalvi hanno una fecondazione esterna e i gameti sono rilasciati nell’ambiente acquatico, attraverso un’apertura esalante: una sorta di “beccuccio laterale” che permette l’espulsione di varie sostanze organiche.
Alla fecondazione segue la formazione di una piccolissima larva, circa 0,4 mm che quando raggiunge la giusta maturazione, si adagia al substrato e raggiunge la forma adulta.
Lo stadio larvale spesse volte è ridotto, infatti molti bivalvi dolciacquiferi allevano i propri piccoli all’interno delle branchie materne. Alcune forme larvali sono più sviluppate e vivono la prima fase della vita come parassiti. Si tratta di larve con una struttura davvero particolare, queste presentano delle vere e proprie esche con le quali attraggono a tradimento i pesci predatori oppure hanno piccole strutture uncinate che utilizzano per aggrapparsi al corpo del pesce comportandosi così da parassita. Il pesce ospita il mollusco per tutto il suo periodo larvale, spesse volte il pesce non risente della presenza del parassita e non subisce alcun danno. Dopo il periodo larvale, i piccoli bivalvi si staccano dal pesce e vivono come semplici filtratori.

   
   

     
Bivalvi - Foto 1
Bivalvi - Foto 2
Bivalvi - Foto 3
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