Calamaro gigante

Classe: cephalopoda | Ordine: teuthida | Famiglia: architeuthidae | Specie: architeuthis dux

I calamari giganti appartengono alla famiglia degli  Architeuthidae, vivono negli oceani a grande profondità, e sono famosi per le loro dimensioni enormi, si parla infatti di creature che possono raggiungere la lunghezza di 13 metri negli esemplari di sesso maschile, e 10 metri per le femmine, nonostante le sue ragguardevoli dimensioni non è il più grande cefalopode che vive negli oceani, in quanto secondo solo al Calamaro colossale, la cui taglia massima raggiunge i 15m.

Il calamaro gigante rappresenta uno dei più grandi organismi viventi, la porzione superiore del corpo denominata “mantello” misura due metri, mentre i tentacoli mediamente sono di 5 metri. Il peso del calamaro gigante è relativamente leggero se paragonato alla sua stazza, a differenza dei cetacei di lunghezze simili che arrivano a migliaia di chili, il peso dei calamari giganti si ferma a qualche quintale.

Una recente ricerca condotta dall’Università di Copenaghen  ha dimostrato, analizzando 43 campioni di DNA provenienti da calamari giganti di tutto il mondo che essi appartengono tutti ad una grande popolazione della stessa specie. Ciò è risultato sorprendente agli occhi dei ricercatori, e sta a significare che ogni calamaro gigante può interagire con qualsiasi altro calamaro presente nei nostri oceani semplicemente come conspecifico.

Analogamente ai suoi simili più piccoli, il calamaro gigante possiede otto braccia e due lunghi tentacoli, la superficie interna delle braccia e dei tentacoli è provvista di innumerevoli ventose sub-sferiche che possono raggiungere i 5 cm di diametro.

Tentacoli del calamaro giganteSu ogni ventosa lungo tutta la circonferenza esterna si trovano degli anelli di chitina taglienti e dentellati, la loro azione perforante, unita a quella adesiva delle ventose, rendono i tentacoli delle armi estremamente efficaci per afferrare e neutralizzare le prede.
I calamari giganti sono cacciati prevalentemente dai capodogli, sui quali non è raro trovare sulla testa le cicatrici circolari attribuibili alle ventose dei calamari che hanno lottato con il cetaceo.

Sui sulle otto braccia sono identificabili tre regioni anatomiche: il carpo, la mano e il dattilo.

  • Sul carpo si trova una densa concentrazione di ventose disposte in linee trasversali di sei-sette.
  • La mano verso l’apice del tentacolo è di sezione leggermente maggiore e porta ventose molto più larghe disposte in file mediali.
  • Il dattilo è invece l’estremità del tentacolo.

Tutte le otto braccia e i due tentacoli si originano dalla parte centrale del corpo, circondando il becco, molto simile a quello dei pappagalli, analogamente a tutti gli altri esemplari di cefalopodi.

Calamaro gigante
Foto di Tsunemi Kubodera ricercatore del Museo di Scienze Naturali del Giappone che per la prima volta è riuscito a portare in superficie un calamaro gigante femmina della lunghezza di 7 metri.

I calamari sono dei nuotatori formidabili, nel corso della loro evoluzione hanno evoluto una meccanica di nuoto molto efficace; utilizzano infatti delle piccole pinne dorsali sull’apice del mantello, ed in più, come i suoi parenti più piccoli, utilizzano la propulsione a getto.
La propulsione a getto è un sistema di locomozione esclusivo di alcuni cefalopodi che consiste nel riempire la cavità addominale di acqua ed espellerla attraverso un sifone posto nella parte ventrale dell’animale; la forza propulsiva viene prodotta con una direzione contraria a quella del getto espulso dal sifone, in questo modo il calamaro può modulare la velocità del nuoto variando l’intensità e la frequenza delle contrazioni del mantello, per muoversi lentamente esegue delle brevi e continue contrazioni, mentre per fare un movimento rapido, allarga ampiamente il mantello per farvi entrare più acqua possibile ed in seguito compie una contrazione rapidissima per generare una forte scatto. Variando l’angolazione del sifone i calamari sono capaci di scegliere la direzione in cui muoversi.

I calamari giganti respirano per mezzo di due enormi branchie situate all’interno del mantello, come tutti i cefalopodi hanno un efficiente sistema circolatorio ti tipo chiuso, ed in analogia con i suoi parenti più piccoli in caso di necessità può sparare una nuvola di inchiostro per disorientare i suoi predatori.

Anatomia del calamaro gigante

Il sistema nervoso ed il cervello sono fra i più complessi ed evoluti nel mondo animale, non a caso è una specie che attrae l’interesse di ricercatori di tutto il mondo. Gli occhi del calamaro gigante sono fra i più grandi fra tutti gli animali attualmente viventi, secondo solo forse al calamaro colossale il cui bulbo oculare può raggiungere i 30cm di diametro, una dimensione giustificata dalla necessità di essere sensibile alla flebile luce residua che penetra nelle profondità degli abissi ed inoltre riuscire ad individuare le piccole bioluminescenze  emesse da molte prede che abitano nei fondali.
Analogamente ad altri calamari, il calamaro gigante conserva un galleggiamento neutrale in acqua salata per mezzo di una soluzione di cloruro di ammonio che permea tutto il suo corpo, a differenza dei pesci che hanno un sistema di galleggiamento che si basa sull’utilizzo della vescica natatoria. Il sale di ammonico rende altresì la carne del calamaro gigante assolutamente non commestibile.

Determinare l’età di un calamaro gigante è un impresa non poco difficile, gli unici indizi che ci fornisce li troviamo negli anelli di accrescimento degli statocisti; degli organi sensoriali che forniscono all’animale la percezione della propria posizione, sono in pratica formati da una vescicola il cui interno è rivestito da piccole ciglia sensoriali su cui si appoggiano delle piccole concrezioni saline. Al movimento dell’animale nello spazio segue lo spostamento della piccola concrezione sopra le ciglia, le quali venendo stimolate forniscono la percezione della posizione nello spazio.

Ciclo riproduttivo

Attualmente conosciamo ben poco sulla biologia riproduttiva del calamaro gigante, i ricercatori ipotizzano che raggiunga la maturità sessuale a 3 anni di vita, le femmine depongono delle piccole uova ricoperte da una sostanza gelatinosa che le tiene insieme in  gruppi numerosi che possono raggiungere i 5 kg di peso. Il maschio possiede un solo testicolo collegato ad un pene lungo 90cm, il quale è prensile ed è situato all’interno del mantello. Come avvenga la fecondazione delle uova ancora non è ben chiaro, si pensa che il maschio raccolga il seme in sacche spermatofori e che poi inietti il liquido seminale nelle braccia della femmina. Un ipotesi nata dal ritrovamento di una calamaro gigante di sesso femminile la quale aveva attaccato su alcune braccia uno spermatoforo contenente milioni di spermatozoi.

Alimentazione

Si nutrono di pesci che vivono nelle profondità degli abissi e di altri calamari, cacciano da individui solitari le prede afferrandole con i due lunghi tentacoli coperti di ventose e portano la preda verso le altre 8 braccia per colpirla con il grosso becco. All’interno del becco si trova una particolare lingua chiamata radula, caratterizzata dall’essere completamente coperta da denti disposti in fila. Grazie ai lunghi e potenti tentacoli il calamaro gigante è in grado di catturare una preda a 10 metri con un lancio fulmineo dei  due tentacoli armati di centinaia di ventose.

Habitat

I calamari giganti sono diffusi in tutti gli oceani del mondo, vivono a grosse profondità e prediligono le aree nei pressi dei grandi continenti, sono molto più rari lungo l’equatore e verso i poli.

Calamaro gigante - primo video
Solo qualche anno fa, nel 2012, è stato possibile filmare per la prima volta un calamaro gigante nel suo ambiente naturale: le profondità abissali. La registrazione è stata possibile solo dopo aver a lungo cercato di attrarre la grossa creatura verso un piccolo sommergibile utilizzando delle esche luminescenti che imitavano la luminescenza delle meduse. Credit: NHK/NEP/Discovery Channel

 

Filmato di un calamaro gigante registrato da Discovery Channel nel Gennaio 2013:

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