Marivagia stellata

Classe: scyphozoa | Ordine: rhizostomae | Famiglia: cepheidae | Specie: marivagia stellata

Marivagia stellata

La Marivagia stellata, facente parte della famiglia della Marivagia, è un esemplare unico (monotypic genere) del suo genere, in quanto è stato recentemente scoperto nel 2010, sulle coste d’Israele, dalla ricercatrice Bella Galil. Questa medusa è entrata nel Mar Mediterraneo, passando probabilmente per il Canale di Suez, recentemente in quanto prima non era mai stata avvistata. A questa medusa, in quanto la prima del suo genere, gli è stato assegnato il nome in base alle sue caratteristiche, infatti, Merigia, deriva dal latino, “mari” cioè mare, “vago” cioè vagabondo e infine stellata per le particolari macchie presenti sul suo ombrella a forma di stella.

Dalla forma tipica di una stella sagomata, questa medusa ha un diametro di circa 15 cm, il corpo è gelatinoso e trasparente con sfumature bianche e blu, sopra l’ombrella (come accennato prima), possiede delle macchie a forma di stella, rosse. La particolare forma è totalmente estranea a tutte le specie finora conosciute, motivo per cui non può essere inserita all’interno di nessuna. Per il momento la Marivagia stellata è presente soltanto nel mar Mediterraneo orientale, ma potrebbe espandersi e arrivare fino a noi; risulta essere non troppo urticante, ma comunque è opportuno utilizzare l’apposita crema in caso di contatto, per alleviare il dolore.

Questo esemplare è particolarmente invasivo e preoccupa molto gli ecologisti della sua forzata introduzione nel Mar Mediterraneo, in quanto non è il suo habitat naturale (si pensa che sia stata trasportata qui dall’Oceano Indiano, dalle navi che oltrepassavano il canale di Suez); questa medusa si ciba in maniera molto aggressiva dei piccoli delle specie ittiche, del pesci locale e consuma il cibo di cui si nutre la maggior parte dei pesci. Si teme che, se si dovesse moltiplicare e dovesse sopraggiungere anche nei nostri mari, la nostra fauna marina ne risenta notevolmente. I ricercatori hanno chiesto a chiunque dovesse avvistare questa medusa nei nostri mari, di documentare immediatamente l’evento attraverso foto e video e spedirli a chi di competenza.

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