Vedova nera

Classe: arachnida | Ordine: araneae | Famiglia: theridiidae | Specie: latrodectus mactans

La vedova nera è un tipico ragno abbastanza diffuso in tutto il mondo. Si tratta di un ragno davvero temutissimo in quanto, a dispetto della sua diffusione (spesso i più velenosi non sono facili da trovare), è tra i più velenosi in assoluto.

Una parte della descrizione va assolutamente dedicata all’etimologia e al significato del nome. Il suo nome scientifico è Latrodectus mactans, ‘mactans’ proviene dal latino e significa ‘sacrificare‘ oppure ‘uccidere‘, a seconda dell’interpretazione. Con questo nome si allude al fatto che la femmina, in seguito all’accoppiamento, sistematicamente si adoperi per uccidere il maschio. Il nome comune è praticamente legato allo stesso significato: ‘vedova’ in quanto subito dopo l’accoppiamento resta senza quello che, in termini umani, potremmo definire il ‘marito’, e ‘nera’ per via del colore che domina sul suo corpo.

Difatti, eccetto una macchia rossa sull’addome molto evidente e scintillante, questo è un ragno completamente nero. E’ solo la femmina ad avere del potenziale in quanto a veleno: il maschio è molto più remissivo, non è velenoso ed oltretutto la sua taglia è di gran lunga inferiore rispetto a quella della femmina.

E’ considerata davvero pericolosissima per via del suo comportamento. Questo ragno, non appena inizia a sentirsi minacciato, attacca mordendo ed iniettando il veleno; non sempre si rivela mortale per l’uomo, anzi, molto spesso non lo è, ma causa l’intorpidimento, le vertigini, la nausea ed anche difficoltà nella respirazione. La somministrazione dell’antidoto impedisce che il processo del veleno diventi mortale anche per l’uomo.

La vita della vedova nera è esclusivamente notturna, poiché durante il giorno resta nella sua tana senza mai muoversi. La gravidanza dura un mese; le uova vengono deposte all’interno di una conca formata dalla ragnatela in cui la vedova nera vive. Quest’ultima viene anche utilizzata, come per tutti i ragni, non solo per catturare le prede ma anche per difendersi dai predatori più grandi.

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