Gerboa

Classe: mammalia | Ordine: rodentia | Famiglia: dipodidae | Specie: jaculus jaculus

Gerboa

Generalità e morfologia:
Lo Jaculus jaculus meglio conosciuto come Gerboa del Deserto è un roditore che sembra essere uscito direttamente dalla matita di un fumettista per il suo aspetto buffo e divertente. Conosciuto anche come topo delle piramidi ricorda molto questo roditore di cui è lontano parente. Ha lunghe zampe posteriori che gli consentono di spostarsi tramite piccoli saltelli come i canguri, una coda molto lunga rispetto al corpo- che non supera i 12 centimetri di lunghezza. La coda, invece, arriva a misurare anche 20 centimetri e viene utilizzata principalmente per mantenersi in equilibrio. E’ molto veloce, una caratteristica fondamentale per sfuggire ai predatori del deserto. E’ un animale notturno e per questo molto difficile da studiare da parte degli etologi. Il pelo è corto, arancione sul dorso, tendente al grigio sui fianchi e bianco nella parte inferiore. Di giorno restan al fresco, nascosto e riparato nella sua tana. Si nutre principalmente di fiori, erba, frutta, semi, tuberi, insetti e uova di uccelli. Beve pochissimo, idratandosi attraverso il cibo che ingerisce.

Habitat:
Il Gerboa del deserto vive principalmente nelle zone secche e aride. Scava tane nella sabbia dove si ripara dal caldo durante il giorno. E’ abituato a fronteggiare condizioni ambientali e climatici ostili a cui riesce ad adattarsi perfettamente. Esce solo di notte per nutrirsi. In generale predilige le aree desertiche.

Distribuzione:
Questo curioso roditore vive principalmente in Africa e in Medioriente. Si trova in Marocco, in Spagna, in Algeria, in Egitto, in Libia, in Sudan, in Palestina, in Israele, in Arabia Saudita, in Yemen e in Qatar.

Riproduzione:
Non si sa ancora molto sulle abitudini riproduttive, ma tendenzialmente si sa che il Gerboa si accoppia due volte all’anno. La femmina partorisce, dopo una breve gestazione dai 4 ai 10 cuccioli. Le tane vengono sigillate dall’interno per evitare al caldo e ai predatori di entrarvi e proteggere quindi i piccoli.

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