Mangusta del gambia

Classe: mammalia | Ordine: carnivora | Famiglia: herpestidae | Specie: mungos gambianus

Mangusta del gambia

La Mangusta Gambia è un mammifero facente parte della famiglia delle Herpestidae, presente soprattutto in Africa, precisamente dal Gambia alla Nigeria. Il suo habitat naturale è formato da tutte le zone umide della savana, viene considerato il predatore carnivoro più abbondante in tutta la Guinea. Possiedono una lunghezza di circa 30-45 cm, un peso che va da 1 Kg ai 2,2 Kg, non presenta dimorfismo sessuale, il colore del manto è grigio-brunastro, su ambo i lati del collo posseggono una striscia di pelo più scura rispetto al resto del manto, la coda è corta e affusolata, per ogni zampa sono visibili cinque dita prive di pelo, all’interno della bocca posseggono solo due molari per lato. La Mangusta Gambia è attiva principalmente nelle prime ore del mattino, dove sovente va in cerca di cibo.

La sua dieta è abbastanza variata, si ciba generalmente di insetti, invertebrati come coleotteri e millepiedi, piccoli vertebrati come roditori e lucertole e uova che trova nei nidi. Sono animali gregari e vivono sempre in gruppi di circa 20-40 unità, quando si spostano emettono vocalizzi molto rumorosi, sia per segnare il territorio, sia per tenere unito il gruppo sia per avvisare gli altri di imminenti pericoli. Non si conoscono informazioni specifiche su questo animale, in quanto non è facile osservarlo. Si sa generalmente che possono accoppiarsi in diversi periodi dell’anno, non c’è un periodo specifico.

Sia durante la gestazione che durante l’allevamento dei piccoli, gli esemplari rimangono sempre in gruppo, senza mai separarsi. Inizialmente, i piccoli saranno allattati dalla femmina per le prime settimane, in seguito, la femmina andrà a cercare il cibo da portare ai piccoli durante lo svezzamento e il maschio starà di guardia davanti alla tana. I genitori proteggeranno e accudiranno i piccoli per circa un mese dopo la sua nascita, in seguito saranno in grado di unirsi al gruppo di origine o cercarne un altro, riuscendo a provvedere in autonomia ai propri bisogni. Nonostante sia un animale cacciato per la sua carne, non è a rischio estinzione, in quanto le nascite sono sempre abbondanti.

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