Sangi camuso

Classe: mammalia | Ordine: macroscelidea | Famiglia: macroscelididae | Specie: elephantulus brachyrhynchus

Sangi camuso

Il Sangi camuso è una specie di topo elefante facente parte della famiglia dei Macroscelididae, presente in Africa, soprattutto nelle zone del sud del Sahara, in Kenia e in Namibia. Questo esemplare è lungo circa 21 cm e pesa circa 40-60 grammi, il muso a differenze degli altri della sua specie è sottile e corto, la colorazione del manto varia in base alla zona di residenza, può essere giallo, rosso, marrone e grigio. Possiedono due caratteristici cerchi gialli intorno agli occhi, la loro pelliccia è molto morbida e non possiedono peli sotto la pianta dei piedi. Il suo habitat naturale è composto dalle zone dal clima secco della savana e dalle praterie subtropicali e tropicali.

Il Sangi camuso è particolarmente attivo durante le ore del giorno, è molto agile e veloce, si sposta da un luogo all’altro di solito in superficie e non attraverso i tunnel sotterranei, come molti della sua specie. È un animale solitario, raramente può essere avvistato in coppia, quando si sposta, tende a non andare mai nelle zone aperte e senza protezioni e rifugi dove nascondersi in caso di attacchi esterni. La sua dieta è composta maggiormente da insetti, è ghiotto soprattutto di formiche e termiti, in caso di necessità però, può nutrirsi anche di erba, frutta e semi.

Il Sangi camuso è un esemplare monogamo, una volta scelto il partner sarà quello per tutta la vita, gli accoppiamenti avvengono durante tutto l’anno, la gestazione è di circa 57-65 giorni. In questo periodo i genitori andranno in cerca di una tana abbandonata dai roditori o ne costruiranno una loro sotto terra. In seguito la femmina partorirà circa 5-6 cuccioli, i quali peseranno 10 grammi. I piccoli saranno accuditi e sfamati per circa 50 giorni, alla fine di questo periodo i giovani adulti saranno in grado di abbandonare la tana e provvedere a loro stessi in totale autonomia. Il Sangi camuso quando è in stato di stress, causato principalmente da un attacco imminente, sfrega i piedi posteriori, emettendo un segnale acustico molto forte. Questo animale non viene considerato a rischio estinzione.

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