Ursidi

Classe: mammalia | Ordine: ursidae | Famiglia: varie | Specie: varie

Gli Ursidi, facente parte dell’ordine dei Carnivora, sono mammiferi di differenti specie tutti quanti conosciuti con il nome di Orso.

Tutti gli orsi della specie infatti, hanno in comune l’aspetto fisico e il manto il quale è sempre composto da una folta pelliccia, una coda corta, un senso sviluppato dell’olfatto e dell’udito, muso lungo, orecchie arrotondate, lunghi denti utilizzati per la difesa e per la nutrizione e sono tutti in grado di rimanere in piedi sugli arti posteriori.

La loro corporatura dipende dalla razza e dalla dieta che scelgono.
I lunghi artigli posti sotto le zampe, vengono utilizzate per strappare la carne o per scavare profonde buche nel sottosuolo.

Degli Ursidi fanno parte otto specie suddivise in tre sottofamiglie, precisamente l’Ailuropodinae, il Tremarctinae e l’Ursinae. I parenti più stretti di questa categoria, con cui a volte possono essere confusi, sono i Pinnipedi, i Canidi e i Mustelidi. I primi esemplari nati circa 13 milioni di anni fa, non assomigliavano per niente agli orsi di adesso, come è stato riscontrato dai fossili ritrovati, la specie è cambiata con gli anni e con l’evoluzione.

Gli Ursidi non hanno un particolare habitat naturale in quanto possono vivere in diversi ambienti, dai tropici al circolo polare artico e dalle foreste alle banchise. La maggior parte della specie è onnivora, si cibano quindi di una vasta gamma di alimenti. Tuttavia ci sono delle eccezioni significative, come per esempio l’Orso polare che si nutre di sola carne e il Panda che è esclusivamente vegetariano, si ciba quindi di licheni, radici e bacche.

Alcuni esemplari non sono pericolosi per l’essere umano, altri invece lo sono estremamente, come per esempio l’Orso polare e l’Orso bruno.

Normalmente gli Ursidi hanno un’aspettativa di vita che va dai 25 ai 40 anni, differente è per gli animali nati in cattività, in quanto la sopravvivenza dipende da diversi fattori ambientali e non. Nelle zone temperate e molto fredde, gli Ursidi trascorrono l’inverno in una sorta di sonno profondo, confuso spesso con il letargo, ma in realtà così non è, in quanto, anche se non assumono cibo e liquidi, la temperatura corporea non si abbassa mai di molto e le funzioni corporee rimangono attive (seppur in forma ridotta). Durante questo periodo il sonno viene spesso interrotto, seppur per breve tempo, per successive attività, la femmina addirittura può anche partorire (di solito uno, massimo due piccoli all’anno) in questo periodo.

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