Alligatore del missisipi

Classe: reptilia | Ordine: crocodylia | Famiglia: alligatoridae | Specie: alligator mississippiensis

L’alligatore del Mississippi, che porta il nome scientifico di Alligator mississippiensis, è uno degli alligatori più diffusi in assoluto.

Può raggiungere e superare i 6 metri di lunghezza e purtroppo qualche volta è finito nelle pagine di cronaca per via del fatto che in alcune circostanze avrebbe assalito anche le persone. L’aggressività non la dimostra se non viene provocato, o quantomeno se non avviene qualcosa che lui ritiene essere una provocazione; si dimostra molto mordace solo nei confronti delle potenziali prede.

Quando arriva la sera, dopo aver trascorso, generalmente, un’intera giornata a riposarsi e ad avviare il processo di termoregolazione, si lancia in acqua ed inizia la caccia: non c’è differenza tra nessun tipo di animale, l’Alligatore del Mississippi attacca e quasi sempre lo fa bene.

E’ un eccellente predatore, che riesce ad uccidere qualunque animale con grande rapidità. E’ una capacità che l’alligatore inizia a sviluppare già da giovanissimo, quando però le prede sono di dimensioni più ridotte: pesci, non necessariamente molto piccoli, insetti e rane sono le prede preferite dai piccoli alligatori che iniziano ad affacciarsi al mondo.

L’alligatore del Mississippi scava delle tane dentro le quali va ad ibernarsi quando la temperature cala eccessivamente; si osserva, per tale motivo, una sorta di letargo anche in questo animale.

Il peso è davvero spaventoso: le femmine possono raggiungere i 500 kg, mentre i maschi, in alcuni casi, anche i 1000 (sebbene vengano di rado superati i 700). Durante la stagione degli accoppiamenti e dell’amore, le femmine depongono fino a 30 uova, molte delle quali si schiudono.

Questi animali sono prevalentemente distribuiti lungo il Mississippi ma la loro diffusione è particolarmente accentuata soprattutto negli Stati Uniti, dove gli alligatori sono nati e si sono sviluppati nel tempo.

Quando l’acqua si ghiaccia, gli alligatori del Mississippi lasciano fuori le narici sopravvivendo così al grande gelo.

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