Serpente gatto

Classe: reptilia | Ordine: squamata | Famiglia: colubridae | Specie: telescopus fallax

Serpente gatto

Il Serpente gatto, facente parte della famiglia dei Colubridae, è un esemplare velenoso ma fortunatamente non pericoloso per l’uomo.

Possiede una lunghezza che va dai 75 ai 100 cm, il corpo è molto snello e longilineo, la testa è grossa e appiattita, alla base presenta grosse squame in concomitanza degli occhi, i quali sono piccoli e presentano la pupilla in verticale.

Presenta una colorazione variabile, passando dal beige al grigio al marrone scuro, con piccole macchie irregolari scure, il ventre è di colore chiaro con chiazze scure.

È possibile avvistarlo principalmente in tutta l’Europa meridionale e sudorientale, in Asia Minore e a Malta; nel nostro Paese vive principalmente in Friuli Venezia Giulia e a Trieste. Il suo habitat naturale è formato da ambienti aridi, zone cespugliose e rocciose, pendii soleggiati, muretti, ruderi abbandonati e cataste di legna. Preferisce vivere in pianura, ma si ambienta senza problemi anche in zone montuose che non superino i 1800 metri di altezza.

Il Serpente gatto è attivo principalmente al sorgere del sole, infatti, durante la giornata preferisce dormire crogiolandosi al sole. Questo esemplare se minacciato tende principalmente a scappare, ma se non presenta via di fughe, tende a mordere.

Il suo morso velenoso è letale soltanto per gli animali di piccole dimensioni; da questa, infatti, dipende la sua tecnica di caccia.

Si ciba di piccoli animali come sauri, lucertole, ramarri, gechi, piccoli roditori e i piccoli presenti nei nidi. Una volta morse le sue prede, il Serpente gatto le stringe per qualche minuto contro le sue spore, aspettando che il veleno entri in circolo, poi le libera e attende che muoiano, solo allora potrà così cibarsi di loro.

La bocca di questo esemplare è troppo piccola e la disposizione dei denti è troppo in fondo perché possa iniettare il veleno in un essere umano, troppo grande perché il siero possa fare effetto.

Se morso, il malcapitato potrebbe avvertire un po’ di spossatezza e presentare gonfiore nella zona morsa; tutto questo sparirà comunque nel giro di poche ore.

All’inizio della primavera, questo esemplare inizia il periodo dell’accoppiamento. Dopo qualche mese, precisamente con l’avvento dell’estate, la femmina deporrà circa 5-10 uova lunghe circa 30 mm. Verso settembre, i piccoli nasceranno, presentando già una lunghezza di 20 cm, saranno già autonomi e in grado di cacciare. Per tutto il primo anno di vita, i piccoli si nutriranno solo di insetti e piccole lucertole.

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