Testudo graeca antakyensis

Classe: reptilia | Ordine: testudines | Famiglia: testudinidae | Specie: testudo graeca

Testudo graeca antakyensis

La Tartaruga greca, facente parte della famiglia della Testuggini, fa parte delle specie protette inserite nella Convenzione di Washington del 1998, quindi è considerata un esemplare a rischio estinzione. Questa specie è nativa di Antakya, situata nella zona sud-ovest della Turchia, è presente anche in Siria, Libano e Giordania.

Il suo habitat naturale è composto da zone sabbiose, aride e con scarsa vegetazione. Il loro clima abituale è quindi molto caldo e secco, in zone troppo fredde o umide non potrebbero sopravvivere.

Durante i mesi estivi, siccome nelle zone dove risiedono abitualmente, il caldo è molto elevato, l’attività della Testudo di Antakya si riduce notevolmente, fino ad arrivare al fenomeno meglio conosciuto come estivazione, cioè una sorta di ibernazione temporanea, che gli permette di sopravvivere al caldo afoso e alla mancanza di cibo. L’attività vitale riprenderà nei mesi successivi, quando la temperatura diminuirà, quel tanto che basta a permettergli la permanenza nell’ambiente esterno.

La sua grandezza è svariata, può raggiungere un minimo di 12 cm ad un massimo di 25 cm, rispetto agli altri della sua specie, la sua forma si presenta particolarmente arrotondata e non pronunciata. Presenta un colore giallo brillante su tutto il corpo, compreso il guscio (alcuni esemplari potrebbero presentare anche una sfumatura di colori più scuri); questa colorazione è dovuta principalmente a due motivi, il primo è perché in luoghi così caldi, il colore giallo lo aiuta a non assorbire eccessivamente i raggi solari, prevenendo un iper-riscaldamento corporeo, il secondo motivo è la facilità nella mimetizzazione. Siccome il colore desertico, nonché della vegetazione secca è proprio questo, non sarà difficile per lui nascondersi da eventuali attacchi di predatori. In quanto all’alimentazione, è una specie vegetariana, quindi si nutre principalmente di tarassaco, trifoglio, centocchio, ortica, malva, timo, foglie, fiori, ecc. In cattività è opportuno inserire una volta al mese anche frutta e ortaggi, come per esempio zucchine, melanzane, uva, fragole, pomodori, ecc.

Non è facile allevare questo esemplare in quanto visto l’ambiente in cui vive, il terrario deve presentare un clima molto caldo, con bassa umidità e con zone asciutte dove la testudo possa rifugiarsi. Per quanto riguarda la procreazione, c’è una scoperta molto interessante in quanto si è notato che se la temperatura presente all’estero è tra i 30° e i 32° il sesso dei nascituri sarà misto, mentre tra i 26° e i 30° le nascite saranno prettamente di sesso maschile e infine tra i 32° e i 34° le nascite saranno principalmente di sesso femminile.

Insomma poter controllare anche questo aspetto può essere utile per l’allevatore. Dopo la deposizione delle uova, il periodo di schiusa avverrà circa dopo 60-90 giorni (naturalmente la temperatura dovrà essere adeguata, in caso contrario sarà necessario disporre le uova in un’incubatrice).

Schede Rettili