Bucorvus

Classe: aves | Ordine: bucerotiformes | Famiglia: bucorvidae | Specie: bucorvus

Bucorvus

Il Bucorvus facente parte dell’ordine dei bucerotiformi, è l’unico genere della famiglia dei Bucorvidae, i quali risiedono stabilmente in tutta l’Africa subsahariana. A questo ordine fanno parte due grandi specie, che vengono chiamate Bucorvo cafro e Bucorvo del nord. Questi esemplari hanno un corpo molto particolare, in quanto presentano un piumaggio completamente nero, sono lunghi circa un metro, pesano circa 5 Kg, la testa è anch’essa molto particolare, in quanto è  formata da pelle senza pelo (può diventare di colore nero e blu o rossa, in base alla specie) , possiede un lungo becco appuntito di colore nero, adatto a catturare piccoli animali.

In più presenta una particolare cresta che spunta da sopra la testa, dalla forma particolarmente tondeggiante e corta. La loro apertura alare è di circa 60 cm, anche se normalmente tendono a percorrere la savana, camminando direttamente con le lunghe zampe posteriori. Nonostante questi animali possano volare senza problemi, come accennato in precedenza, preferiscono rimanere sui terreni aridi a cercare cibo da soli o in piccoli gruppi, camminando, tenendo ripiegate le ali. Volano se strettamente necessario, come per esempio in presenza di predatori, se disturbati o se l’erba al suolo risulta essere particolarmente alta. La loro dieta è molto variata, in quanto si nutrono di piccoli animali come tartarughe, lucertole, anfibi, mammiferi, uccelli, ragni e insetti, inoltre mangiano anche carogne, frutti e semi.

Durante il periodo degli amori, i due partner costruiscono il nido al suolo, in quanto sono esemplari molto territoriali. La femmina coverà l’uovo (non depone mai più di un uovo all’anno) per circa tre mesi, in seguito il piccolo sarà nutrito e svezzato dai genitori per circa 40 giorni. Con il fatto che il nido viene costruito a terra, viene facilmente trovato e depredato dall’uomo, il quale sta drasticamente riducendo il numero della specie. Proprio per questa motivazione, in diverse aree dell’Africa, queste due specie stanno diminuendo a tal punto da aver allarmato i ricercatori, i quali stanno attuando delle pratiche per tentare di far entrare questi esemplari come specie protette e a possibile rischio estinzione.

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