Fanello

Classe: aves | Ordine: passeriformes | Famiglia: fringillidae | Specie: linaria cannabina

Fanello

Il Fanello, facente parte della famiglia dei Fringillidae, è un uccellino famoso soprattutto per il suo canto molto melodioso, diverso dagli altri della sua specie, per la presenza di note metalliche.

È lungo circa 13 cm, con un peso di 21 grammi, la sua colorazione è abbastanza variata; va dal marrone scuro del dorso, al rosso, presente solo nei maschi, della fronte e del petto, la restante colorazione del piumaggio è grigia e bianca nella banda alare con striature nere nella coda.

Questo esemplare è diffuso in Europa, Asia e Africa; il suo habitat naturale è prevalente formato da spazi aperti, non in pianura, preferendo vegetazione arbustiva, aree agricole, vigneti, frutteti e altro ancora.

Il Fanello è prevalentemente granivoro, quindi si nutre di insetti di ogni genere, anche se, non disdegna piccoli insetti in caso di necessità. Durante i periodi invernali, si sposta in grossi stormi, alla ricerca di cibo e insetti in aperta campagna, ispezionando siepi e filari. Non è un esemplare che vive in solitudine, infatti, vive sempre in società, nidificando anche in zone dove sono presenti anche altri gruppi della sua specie. Come appunto già descritto, è molto famoso per il suo canto, motivo per cui, viene molto spesso preso e allevato in cattività. Durante il periodo dell’accoppiamento, la femmina deporrà il nido tra i cespugli o nei pressi dei corsi d’acqua. Il nido viene costruito con il materiale trovato al suolo, una volta terminato, la femmina deporrà circa 4-6 uova (esegue due covate all’anno), le quali saranno covate per circa 13 giorni. Una volta nati, i piccoli saranno sfamati e accuditi per circa 30 giorni. Dopo circa 15 giorni dalla nascita, i pulcini volano già insieme ai genitori, ma necessitano ancora di essere sfamati da quest’ultimi per appunto altre due settimane circa, prima di poter lasciare il nido in completa autonomia. Questo esemplare è molto simile al canarino selvatico, molto spesso, infatti, viene catturato e fatto accoppiare con quest’ultimo, per creare un nuovo ibrido. A causa del cambiamento ambientale e della massiccia cattura da parte dell’uomo, per farlo vivere in gabbia, il numero di esemplari di questa specie, sta diminuendo progressivamente. Si spera che al più presto possa far parte delle specie protette, per evitarne l’estinzione.

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