Gracchio corallino

Classe: aves | Ordine: passeriformes | Famiglia: corvidae | Specie: pyrrhocorax pyrrhocorax

Gracchio corallino

Il Gracchio corallino è un uccello facente parte della famiglia dei Corvidae, è lungo circa 40 cm e ha un manto molto folto e morbido di colore nero lucente con riflessi di colore blu scuro, mentre zampe e becco sono di un arancione molto acceso. Il corpo è molto allungato, le zampe sono lunghe e slanciate, la coda e le ali sono abbastanza corte e il becco è ricurvo e aguzzo.

Durante il volo esegue movimenti molto eleganti e leggeri, dimostra di essere molto generoso con la sua specie e non, se si rende conto di situazioni pericolose, avverte tutti gli stormi presenti con richiami striduli e acuti.

Principalmente risiede nelle catene montuose dell’Europa meridionale, in Asia e in Africa; in Italia il suo habitat naturale l’ha trovato sulle Alpi e sugli Appennini. Il Gracchio corallino è un esemplare migratorio, infatti popola le regioni montuose fino ai primi freddi, quando si sposta a valle nelle zone più calde. Durante questa particolare fase di migrazione, non si sposta mai in solitaria, ma in grossi stormi di circa seicento componenti.

La sua dieta è formata da insetti, locuste, scorpioni, ragni, uova prese dai vari nidi e in caso di scarsità di cibo si nutre anche di resti di animali morti. Comincia a ricercare il cibo nelle prime ore del mattino, successivamenteva ad abbeverarsi e poi ricomincia la caccia, fino al tramonto in cui fa ritorno alla propria dimora, divide il cibo con i membri della sua colonia e poi rimane appollaiato sui rami degli alberi per la notte.

Durante i primi mesi della primavera, iniziano i periodi degli amori, quindi la coppia inizia a costruire il nido, scegliendo le fessure delle rocce o dei tetti più alti e inaccessibili. Una volta terminata la preparazione, la femmina depone e cova circa 5 uova; una volta schiuse, entrambi i genitori si prenderanno cura dei loro piccoli fino a giugno, i quali poi voleranno in completa autonomia. Tuttavia i genitori continueranno a prendersi cura dei propri piccoli anche dopo aver abbandonato il nido.

Questo esemplare in Italia è inserito nel registro delle specie protette, non può assolutamente essere cacciato o catturato, gli esemplari che vengono allevati devono essere muniti del certificato di nascita che autorizza i proprietari ad accudirli in cattività.

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