La filaria del cane

Se volessimo classificare gli animali in base al macroambiente in cui vivono, potremmo distinguere tre categorie. Ci sono animali acquatici, che vivono nel mare e nei fiumi; ci sono poi animali terrestri, che vivono sulla terraferma e per certi momenti anche in aria (pensiamo agli uccelli); infine ci sono i parassiti.

Questi animali sono tantissimi, e al di là degli ectoparassiti, come le zecche, che vivono sulla pelle di altri animali, ce ne sono alcuni che in pratica non vedono mai la luce del sole, e si può dire che vivono in ambiente parassitario. Tutta la loro vita si svolge nell’organismo di un altro animale.

Uno di questi animali è la Filaria, nome scientifico Dirofilaria repens, molto conosciuta da chiunque abbia un cane perché rappresenta uno dei pericoli più gravi incontro al quale il nostro amico a quattro zampe possa andare incontro: cerchiamo di conoscere meglio la filaria e la sua biologia per capire dove intervenire per la salvaguardia della vita del nostro cane, seguendo anche i consigli veterinari.

La filaria è essenzialmente un verme, per la precisione un Nematode, un verme cilindrico. Questo parassita è molto sottile, ha lo spessore del filo di spago, ma può diventare lungo fino a 30 cm, quindi dare problemi. O, meglio, una filaria non da problemi, ma le filarie hanno il brutto vizio di essere tante tutte insieme e di raggomitolarsi tra loro in un vero e proprio gomitolo di filarie. E questo ha delle conseguenze non da poco.

Le filarie vivono nel cuore del cane. Nel ventricolo destro del cuore, per la precisione, dove arriva il sangue carico di anidride carbonica che viene spinto dal cuore verso i polmoni dove farà un bel rifornimento di ossigeno. Lì queste filarie fondamentalmente si accoppiano, e si riproducono. Non fanno uova ma figli già vivi, sono vivipare insomma, e danno origine a quelle che si chiamano Larve L1.

Queste Larve L1 devono crescere per diventare adulte facendo una serie di mute, che le porteranno ad essere larve L2, poi L3, poi L4, poi L5 ed infine adulte, ovvero in grado di accoppiarsi e riprodursi.

Una vola partorite, le L1 (che sono microscopiche, non si vedono ad occhio nudo) girano nel sangue del cane, un po’ dappertutto. Tuttavia non danno alcun fastidio a questo stadio, perché non causano infezioni, non fanno danni, nulla di nulla. E dopo diversi giorni che nuotano diventano L2. Direte ora: e poi diventano L3? No. O, almeno, non direttamente.

La muta da L2 ad L3, infatti, viene obbligatoriamente essere effettuata nella gola di una Zanzara, ed è per questo che le zanzare hanno a che fare con la filariosi. Le larve rimarrebbero L2 a vita, se non fosse per le zanzare che, per conto proprio, vengono a pungere il cane per i loro scopi. Succhiando sangue, oltre ai globuli rossi succhiano anche un po’ di larve L2, che si posizionano nella loro gola e fanno la seconda muta. Quindi aspettano che la zanzara vada a pungere un cane, che può essere lo stesso da cui sono venute oppure un altro, e si posizionano nel suo pungiglione (chiamato impropriamente pungiglione, il nome corretto è proboscide); quando la zanzara punge, loro escono da lei ed entrano di nuovo nel sangue, come L3. Ed è a questo punto che sono pericolose, perché anche se in un tempo molto lungo (intorno ai 4 mesi) diventeranno prima larve L4, poi larve L5 ed infine adulti. Quando, girando per l’organismo, arrivano nel cuore, si fermano lì; se ne ferma una, poi due, poi quattro, poi dieci, fino a formare un gomitolo.

Quali problemi causano nel cane? Ovviamente impediscono il passaggio del sangue, e quindi il cane sarà affaticato, tossirà, il cuore funzionerà male e in generale sarà debilitato perché il sangue non riesce ad arrivare nel polmone a rifornirsi di ossigeno per via delle filarie che sono lì in mezzo.

Per la filaria è molto importante quindi la prevenzione, più che la terapia, che si può fare in due modi.

Il primo è impedire che la zanzara punga il cane, e si può fare attraverso i tanti prodotti repellenti da distribuire sulla sua pelle, per evitare proprio la puntura e quindi il passaggio delle larve L3 nel sangue (è per questo che è importante non dimenticarsi di dare l’antiparassitario al cane soecie nei periodi delle zanzare).

Il secondo metodo è quello medicinale. Nei medicinali antifilaria, di solito, ci sono due principi attivi diversi: uno uccide le microfilarie, le larve L2, così che se una zanzara pungesse il cane non possa trasmettere la filaria ad altri cani; l’altro, invece, uccide gli adulti. Come forma preventiva questi medicinali vanno dati una volta ogni pochi mesi, così da non dar modo alla filaria di crescere troppo ed ucciderla prima che possano essercene troppe nel cuore. È importante non dimenticarsene.

Importantissimo, però: se da diversi mesi non gli date il medicinale, non dateglielo ma portate il cane dal veterinario, che farà una visita. Nel caso in cui, infatti, ci fossero già tante filarie nel cuore, ucciderle con la medicina tutte in una volta potrebbe causare un embolo. Un gomitolo di filarie morte che non si sa dove va a finire, e se andasse al cervello potrebbe far morire il cane sul colpo perché impedirebbe il passaggio del sangue. Per questo, sempre consultare un veterinario che stabilirà se ce ne sono poche e si possono rimuovere con le medicine, oppure se bisogna tentare altri approcci come l’intervento sul cane a cuore aperto, per toglierle chirurgicamente senza problemi.