I Picidi o Picchi, sono uccelli facenti parte dell’ordine dei Piciformi. Questa specie include oltre 30 generi , abbiamo per esempio il Jynx, il Picumnus, il Sasia, il Nesoctites, gli Hemicircus, i Melanerpes, i Picus, i Dinopium e così via.
Questi particolari uccelli sono famosi per il classico e rumoroso picchiettare che compiono con il becco, sul tronco degli alberi. Questo picchiettio è molto veloce e ritmico e serve sia per riuscire ad alimentarsi, trovando larve e vermi di cui sono particolarmente ghiotti, sia per costruire il nido e anche per marcare il territorio e avvisare eventuali intrusi della loro presenza.
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Oltre al becco a scalpello, forte e resistente, in grado di bucare un albero, sono degli ottimi arrampicatori, grazie agli artigli accurati presenti nelle zampe.
Questo animale è circondato da molte storie e leggende (si crede che quando questi uccelli inizino a cantare, stiano avvisando l’uomo e gli altri animali che sta per “arrivare” la pioggia), in passato veniva considerato addirittura come animale sacro.
La dimensione del corpo e la colorazione dipendono da specie a specie, generalmente sono uccelli molto colorati, hanno un piumaggio folto e morbido e sono lunghi dai 20 ai 45 cm.
Il loro habitat naturale è formato da boschi, parchi e terreni coltivati.
I Picchi sono presenti in tutta Europa, le zone differiscono in base al genere.
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Per quanto riguarda la nidificazione, una volta scelto l’albero dove costruire il nido, la femmina deporrà circa 2-8 uova, le quali saranno covate e sfamate in seguito, da entrambi i genitori, finchè i piccoli non saranno in grado di nutrirsi da soli. Dopo circa 5 giorni di vita, i piccoli si affacceranno fuori dal nido e prenderanno il cibo direttamente dalla bocca dei genitori, i quali effettueranno diversi viaggi al giorno per sfamarli.
Ultimamente, soprattutto alcune specie di Picchi, sono a forte rischio estinzione, in quanto, per vivere, necessitano di alberi dove risiedere. A causa dei cambiamenti urbanistici e del disboscamento, sono molti gli esemplari che muoiono a causa della diminuzione del loro habitat. È stato riscontrato che ad oggi, ci vorrebbero almeno 50 anni prima di riuscire a ricreare l’habitat naturale per ricreare la serenità di questa specie.
Purtroppo però, se non si stileranno leggi per la tutela di fauna e flora, la situazione andrà sempre più a peggiorare.
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