Cefalopodi

Classe: cephalopoda | Ordine: vari | Famiglia: varie | Specie: cephalopoda

Cefalopodi

La classe Cephalopoda include seppie, polpi, calamari e nautili che sono i più complessi esemplari tra i molluschi, se non addirittura dell’intera categoria degli invertebrati.

Sono predatori e devono il loro successo sia alla velocità con la quale si muovono sia ai tentacoli, che sono dei veri e proprio strumenti per la manipolazione. I tentacoli si trovano nella porzione anteriore dell’animale e vengono usati, oltre che per catturare le prede, anche per l’adesione al substrato, per la riproduzione e per il movimento. Una caratteristica generale di tutti i cefalopodi è il mantello che con una spessa muscolatura avvolge tutto il corpo, lasciando fuori però il capo con gli occhi e i tentacoli con le “braccia”. Una seconda caratteristica di altrettanta importanza è la presenza di una conchiglia interna, infatti, pur essendo invertebrati, questi molluschi possono presentare una conchiglia: molto famosa è quella di seppia. Il così detto “osso di seppia” viene usato come nutrimento per gli uccelli in gabbia per il suo alto contenuto di calcio.

In tutti i polpi la conchiglia è assente mentre in un unico esemplare, questa è esterna ed è avvolta a spirale, si tratta della conchiglia del Nautilus. Locomozione e Alimentazione: I cefalopodi possono sia strisciare sul fondale marino, usando i tentacoli, che muoversi in sospensione con un meccanismo di propulsione a getto: il mantello si riempie del tutto di acqua, che viene rilasciata all’esterno ad alta velocità provocando una lunga spinta.

Addirittura i calamari Onycotheutidea riescono a raggiungere la velocità di 30 km/h.

Questi molluschi intercettano la preda mediante l’uso degli occhi, meno sviluppato solo nei nautili. Seppie, polpi e calamari hanno occhi con una struttura simile a quella dei vertebrati, riescono perciò a creare immagini, distinguere forme e discriminare alcuni colori. Una volta adocchiata la preda la catturano utilizzando le piccole ventose che hanno sulla superficie dei tentacoli. Le seppie e i nautili si nutrono di piccoli invertebrati presenti sul fondo, i calamari cacciano pesci e gamberi mentre i polpi sono predatori notturni e si nutrono di crostacei, pesci e chiocciole.

Riproduzione e Sviluppo:
I cefalopodi sono a sessi separati, non è presente nessun tipo di ermafroditismo. Le femmine producono grandi uova, ricche di tuorlo; queste uova sono avvolte da una sostanza gelatinosa che le protegge e spesso, a contatto con l’acqua marina, tale guaina si indurisce. I maschi possono essere distinti dalle femmine mediante un particolare tentacolo che serve a fecondare la femmina: durante l’accoppiamento, i tentacoli del maschio si intrecciano a quelli della femmina, così, il maschio, con il suo tentacolo modificato, trasferisce lo sperma all’interno della cavità dove sono situate le uova della femmina. Man mano che le uova vengono fecondate, la femmina le depone sul substrato.

Alla schiusa delle uova, saranno visibili degli animali con le stesse caratteristiche del genitore, non ci saranno quindi stadi larvali. I piccoli appena nati non saranno allevati dai genitori, non sono presenti dunque cure parentali. 

Curiosità sui i calamari giganti:
A questa classe appartengono i generi Architeuthis con le sue 8 specie e Mesonychoteuthis, conosciuti rispettivamente con i nomi di “calamaro gigante” e “calamaro colossale”. Il calamaro gigante, grazie ai due tentacoli anteriori, che possono allungarsi similmente ad elastici, riescono a raggiungere dimensioni di 20 metri. Questi vivono entrambi negli oceani ad una profondità che varia dai 200 fino ai 100 metri. Non sono mai stati avvistati in zone tropicali, troppo calde, o polari, troppo fredde.

Il calamaro gigante è il secondo animale più grande tra tutti gli invertebrati e i primi avvistamenti regolarmente documentati sono recenti, risalgono al 2004, ma solo nel vicino 2007 i giapponesi sono riusciti ad effettuare un video di questo gigantesco animale. Questi generi si nutrono dei pesci che vivono a grandi profondità o predano, con i lunghi tentacoli, dei calamari di dimensioni più modeste.

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