Elefante africano

Classe: mammalia | Ordine: proboscidea | Famiglia: elfantidi | Specie: loxodonta africana

Elefante africano

Noto con il nome scientifico di Loxodonta africana, l’elefante africano è uno dei tre esemplari facenti parte della famiglia degli Elfantidi, ad oggi l’unica in vita dell’ordine dei proboscidati. 

Parenti stretti dell’elefante africano sono l’elefante indiano e l’elefante africano delle foreste che solo negli ultimi decenni è stato riconosciuto come specie indipendente dalle altre due.

Si tratta di un mammifero vulnerabile, la cui sopravvivenza è estremamente minacciata, vista la caccia forte pressione venatoria cui è stato sottoposto. 

Aspetto:
Si tratta dell’animale più grande al mondo: la sua stazza è imponente e massiccia, basti pensare che il maschio arriva a misurare in altezza (al garrese) fino a 3,7 metri e in lunghezza fino a 6,5 metri. Il suo peso ovviamente ben si adatta alle sue dimensioni e può oscillare fra i 3800 kg fino ad arrivare, negli esemplari più grossi, a 5100 kg. Le femmine invece tendono ad essere leggermente più piccole.

Dotato di orecchie gigantesche, queste consentono all’elefante africano di avere un udito sopraffino, ma anche e soprattutto di disperdere l’insistente calore. 

Si differenzia dall’esemplare asiatico per diversi tratti fisici: tanto per cominciare è dotato di un dorso ricurvo, e la forma del cranio è tipicamente appiattita frontalmente. La proboscide è dotata di due appendici e le zanne sono particolarmente grandi e superano, negli esemplari maschi il metro e mezzo di lunghezza. 

Proprio dalla forma ricurva della zanna proviene il suo nome scientifico, loxodonta che in greco significa appunto dente obliquo.

Distribuzione e Habitat:
Tipico habitat dell’elefante africano è la zona subsahariana. Abitano comunemente la savana alberata ma non disdegnano di occupare le foreste. Elemento imprescindibile alla sopravvivenza dell’elefante africano è la presenza di corsi d’acqua poco distanti dal luogo che ha prescelto come dimora. Impossibile vedere l’elefante africano vivere piacevolmente in ambienti aridi, per quanto gli esemplari della Namibia si siano adattati alla vita in zone desertiche.

L’elefante africano si ciba principalmente di graminacee, di fogliame, ma anche di frutti e corteccia. E’ la sua lunga proboscide il suo asso nella manica grazie al quale riesce a raggiungere anche i più alti rami.

Biologia e riproduzione:
L’elefante africano si ciba principalmente di graminacee, di fogliame, ma anche di frutti e corteccia. E’ la sua lunga proboscide il suo asso nella manica grazie al quale riesce a raggiungere anche i più alti rami.
Se, con l’uso della proboscide, non riesce a raggiungere il suo pasto, l’elefante africano non va tanto per il sottile e abbatte la pianta. In linea di massima si stima che debba cibarsi di circa 300 kg di vegetazione erbacea al giorno, e non di rado l’impatto di gruppi consistenti di elefanti sull’ambiente può essere devastante. 

Vive in branchi molto numerosi la cui struttura è matriarcale. I maschi preferiscono la vita solitaria  e la loro maturità sessuale è raggiunta tra gli 8 ed i 13 anni.

La gestazione dell’elefante è fra le più lunghe conosciute tra i mammiferi e dura dai 20 ai 22 mesi

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