Leone

Classe: mammalia | Ordine: carnivora | Famiglia: felidae | Specie: panthera leo

Leone

Il leone è stato considerato il “re degli animali” fin dagli antichi egiziani. E’ il più grande e imponente tra i carnivori africani. Il suo corpo risulta molto robusto e dotato delle possenti membra dei carnivori; la parte anteriore è più sviluppata di quella posteriore. La testa grossa e quasi rettangolare, termina con un muso largo e tronco; gli orecchi sono arrotondati. Gli occhi dotati di pupille rotonde e gialle, sembrano fosforescenti. Le zampe appaiono più robuste di quelle di qualsiasi altro felide. La lunga coda termina con una punta cornea, coperta da un ciuffo di peli. La pelliccia è liscia, rasa e brillante; presenta un bel colore giallo-rosso vivace e bruno fulvo. In varie parti del corpo i peli terminano con punte nere, oppure risultano completamente neri. Nel maschio la testa e il collo si presentano ornati da una folta criniera, composta da lunghi peli lisci, che ricadono formando delle specie di matasse le quali arrivano sino alla radice delle zampe e sino alla metà del dorso e dei fianchi. La criniera appare giallo-fulva frammista a peli nero-rossicci. Esistono comunque leoni senza criniera. Un maschio adulto misura da 80 cm a un metro di altezza. La lunghezza varia da 1,80 m a 2,40 m, oltre ai 60-80 cm di coda.

Aspetto dei giovani e delle femmine di leone:
Alla nascita, il leone misura solo 33 cm di lunghezza. Appare coperto da un pelo lanuginoso e grigiastro. La leonessa è più o meno come un giovane leone; il suo pelo risulta uniforme, un po’ più lungo sulla parte anteriore del corpo e si distingue nettamente dal maschio, essendo più piccola e sprovvista di criniera.

Habitat e distribuzione del Leone:
Anticamente il leone abitava l’Europa, tutta l’Africa e l’Asia; adesso esiste solo nelle steppe, nelle savane e nelle regioni montuose ricche di erbivori, di cui si nutre. E’ quasi certo che sia scomparso recentemente dall’Iran e dall’Iraq; ma il leone persiano, che rappresenta una sottospecie distinta, vive ancora nella foresta del Gir, nella regione indiana del Kathiawar.

Ecologia e comportamento del leone:
Generalmente il leone è un animale solitario; si unisce alla femmina solo durante la stagione degli amori. Nell’Africa settentrionale, ogni esemplare occupa un territorio ben delimitato e non ha mai l’occasione di combattere con i propri simili per la conquista del cibo. Ingaggia lotte furibonde solo nel periodo degli amori. Al contrario nell’Africa meridionale questi carnivori si riuniscono in branchi per andare a caccia. Quando comincia la stagione asciutta, cioè da maggio a settembre, molti erbivori lasciano le steppe per recarsi in zone più umide. I leoni si organizzano in branchi per seguire la migrazione degli erbivori. Il leone preferisce luoghi aperti: pianure erbose, disseminate di cespugli e boschetti di alberi a piccolo fusto nei quali si nasconde durante la giornata, steppe aride e regioni montuose o piane, desertiche e desolate, dove il colore del suo mantello si confonde agli occhi delle prede. Cerca rifugio nei luoghi più riparati, ma, nel corso delle sue migrazioni, si riposa ovunque lo sorprenda il mattino. Le abitudini del leone non differiscono da quelle degli altri felidi. Il ruggito del leone consiste in un suono prolungato, simile al miagolio di un gatto, ma amplificato moltissimo. In alcune occasioni si trasforma in un grugnito minaccioso. L’animale lo utilizza che dopo aver mangiato o nel periodo degli amori per chiamare la femmina.

Quando il leone ha paura, emette un suono prolungato, abbassa le orecchie e sferza il suolo con la coda. L’effetto che ha il ruggito del leone sugli altri animali è indescrivibile. La iena e la pantera smettono di grugnire, altri scappano e si agitano mugolando. Anche l’uomo quando sente il suo ruggito sente in sé un timore insolito. Nell’Africa settentrionale, il leone si stabilisce sovente in prossimità dei villaggi. Il leone attacca l’uomo solo quando ha perso la sua diffidenza verso i villaggi umani, cioè quando comprende che può mietere numerose vittime senza molta fatica, oppure quando vecchio e stanco ha perso ogni combattività. Gli animali selvatici fiutano la presenza del leone per questo tende loro delle imboscate, li avvicina prudentemente, strisciando sotto vento, molte volte seguito da un altro leone. Si avvicina alle pozze d’acqua dove, verso sera, hanno l’abitudine di andarsi a dissetare zebre, antilopi, giraffe e bufali. Solitamente il leone preferisce gli animali più grossi.

Non attacca ne elefanti ne rinoceronti. Divorando gli erbivori della savana africana, i leoni mantengono un equilibrio biologico, evitando il sovrappopolamento di questi animali. In genere il leone mangia la predo che lui stesso ha ucciso, preferendo quelle facili da catturare. Il leone torna al banchetto per più notti, finché non rimane solo la carcassa. Attacca l’uomo raramente e in casi del tutto eccezionali.

Corteggiamento e riproduzione:
Durante il periodo degli amori, dieci o dodici maschi seguono un’unica femmina e combattono tra di loro per appropiarsene. Tuttavia, quando la femmina ha scelto lo sposo, gli altri maschi se ne vanno e la coppia vive unita fedelmente. Nel leone, l’amore si manifesta in modo assai meno violento che negli altri felini di grandi dimensioni. Ma può risentire di una violenta gelosia. La leonessa si presenta più ardente del maschio: premurosa e carezzevole, si avvicina al suo severo sposo cercando di eccitarlo. Quest’ultimo seguita a guardarla come se nulla fosse, finché lei non gli è molto vicina. Quindici o sedici settimane dopo l’accoppiamento, la leonessa partorisce dai 3 ai 6 piccoli. I leoncini nascono con gli occhi aperti, presentano le dimensioni di un gatto semiadulto e pesano circa un chilo. Prima del parto la madre sceglie un giaciglio appropriato, nel cuore di qualche macchia e in prossimità di una sorgente o di un corso d’acqua. In questo modo potrà catturare la selvaggina senza allontanarsi dalla prole. Il maschio ha il compito di portare il cibo per il sostentamento della femmina e dei figli e anche di difendere la famiglia a prezzo della vita. I leoncini appaiono tozzi e impacciati.

A due mesi imparano a camminare; inizialmente miagolano come gatti.
A sei mesi cominciano a seguire la madre in brevi percorsi di caccia, qui vengono svezzati.
Verso la fine del primo anno di vita, i piccoli hanno raggiunto le dimensioni di un grosso cane.
Sia il maschio che la femmina risultano completamente sviluppati all’età di sei o sette anni.

La durata della vita di un leone è in rapporto alla lentezza di sviluppo, in cattività raggiungono i 17 anni di vita. I leoni catturati da piccoli e curati in modo razionale, si addomesticano facilmente. In cattività, il leone necessità di sei chili di carne al giorno; con questo regime ingrassa e diviene sempre più bello.
Gli indigeni africani perseguitano il leone con ogni mezzo. Essi lo temono molto meno di quanto si possa credere.
Le prime notizie dei leoni si hanno da tempi assai remoti. Dagli Egizi, ai Greci, ai Romani,sino alla Bibbia vi sono racconti che parlano della ferocia del “re degli animali”.

Contributi dei fotografi naturalisti

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