Elefante

Classe: mammalia | Ordine: proboscidea | Famiglia: elephantidae | Specie: elephas

Elefante

Gli elefanti sono gli animali terrestri più grandi e più pesanti. Sono caratterizzati dalla lunga proboscide mobile e da due incisivi estremamente sviluppati: le zanne.
Il corpo si presenta grosso e compatto, il collo è breve, la testa molto voluminosa. Gli arti sono lunghi, a colonna, la pianta dei piedi appare piatta e cornea,provvista di unghie a forma di zoccolo. L’organo esterno più evidente resta la proboscide, che è il prolungamento del naso e del labbro superiore, provvista su tutta la lunghezza di due canali interni. Nell’elefante africano la proboscide termina con due labbra mobili, mentre in quello asiatico solo il labbro superiore risulta mobile e assicura l’otturazione delle narici.

 

La proboscide:
La proboscide è un organo che serve per l’odorato, il tatto e la presa; si compone di muscoli longitudinali e circolari che formano quarantamila piccoli fasci distinti, che le permettono di muoversi in ogni direzione e di allungarsi e contrarsi in modo notevole. Indispensabile per l’animale che, a causa della struttura fisica, non riesce ad abbassare la testa fino a terra e quindi a cibarsi, la proboscide gli serve da labbro, da dito, da mano e da braccio. 

I piccoli occhi appaiono vivaci e intelligenti; gli orecchi, molto grandi, assomigliano a pezzi di cuoio. Le dita, talmente avvolte nella pelle risultano prive di movimento, sono provviste di piccoli zoccoli robusti, larghi e piatti. L’elefante asiatico presenta cinque zoccoli nei piedi anteriori e quattro nei posteriori, mentre nell’elefante africano sono quattro o cinque negli anteriori e tre o quattro nei posteriori. La coda termina con un ciuffo di setole nere, grosse e rigide come filo di ferro.

I due incisivi superiori costituiscono le zanne, molto più sviluppate nei maschi rispetto alle femmine e che presentano una crescita continua. Le proprietà dell’avorio, colore, elasticità e robustezza, sono dovute alla struttura incrociata delle fibre. Le zanne più lunghe sono degli elefanti africani, possono raggiungere i 20 chili e da 5 a 10 chili nell’elefante asiatico.

Il cranio è molto grande ma non pesante, poiché le ossa che lo compongono sono cave, cioè contengono molte cavità comunicanti. Il volume del cervello è il più considerevole tra tutti i mammiferi, ma il rapporto di peso tra cervello e corpo è inferiore a quello dell’uomo e superiore a quello delle scimmie. Gli elefanti non traspirano, la dispersione di calore per evaporazione avviene attraverso la bocca e non a livello della pelle. Tra occhio e orecchio esiste una ghiandola di tipo sudorifero molto sviluppata e provvista di un sistema muscolare che gli permette di espellere secrezioni a volontà. Questa secrezione è più abbondante nel periodo della riproduzione e gioca un ruolo determinante nella ricerca del partner e nella formazione delle coppie.

Gli elefanti e l’uomo

Gli antichi conoscevano bene gli elefanti e li introdussero in Europa. Gli egiziani conoscevano e apprezzavano entrambe le specie. I cartaginesi erano maestri nell’arte di addestrare questi animali, considerati successivamente da altri non addomesticabili.

Ecologia dell’elefante

L’elefante è un animale gregario, che vive in preferenza nelle foreste, ma sempre in prossimità dell’acqua. E’ un animale nomade che cambia domicilio secondo le circostanze, compie sovente migrazioni, coprendo in poco tempo enormi distanze.

L’elefante non può fare a meno di abbondante acqua: i branchi si spostano da un corso d’acqua all’altro, arrestandosi ad ogni pozza per pulirsi e rinfrescarsi, aspergendosi abbondantemente.
E’ difficile localizzarli, poiché si spostano in continuazione da un luogo all’altro. Non si preoccupano degli ostacoli che possono trovare sul loro cammino: attraversano a nuoto laghi e fiumi, si aprono senza fatica la strada nel fitto delle foreste vergini e scalano pendii rocciosi. E’ impacciato solo in apparenza, l’elefante è un animale molto agile. D’abitudine procede con passo tranquillo e regolare che non supera i 6 km/h tale andatura può diventare più rapida fino a raggiungere i 15-20 km/h. Solleva entrambi gli arti dello stesso lato contemporaneamente e non galoppa mai. Per scendere i pendii si inginocchia e striscia prudentemente sul ventre.

Adora tuffarsi nell’acqua, in caso di bisogno attraversa fiumi larghi immergendosi tutto tranne la punta della proboscide. La madre tiene i piccoli sulla proboscide e quando crescono un po’ si arrampicano sul dorso della madre che li trasporta.

Non possiedono una vista eccellente, ma l’udito e l’odorato sono molto sviluppati. Possiede una voce poderosa ed emette una gamma di suoni a seconda delle emozioni. Ogni branco di elefanti è composto da una famiglia o da un raggruppamento di più famiglie. Il numero dei componenti varia dai 15-20 al centinaio di individui. A capo del gruppo vi è sempre una femmina, poiché i movimenti del branco devono tenere conto delle esigenze e delle condizioni fisiche dei giovani. Si riposano dalle 10 del mattino alle 3 del pomeriggio, spesso accovacciati per terra.

Quando piove o fa fresco divengono attivi durante tutta la giornata, raggiungendo le steppe aperte. Gli elefanti asiatici si fermano per far partorire la femmina. Dopo quarantotto ore il piccolo è già in grado di seguire gli altri. Appare come un animale tranquillo e confidente dove non ha avuto l’occasione di conoscere l’uomo, che è il suo peggior nemico. Di indole pacifica e timida, non attacca mai per primo .E’ tra i mammiferi più intelligenti del mondo. Gran parte della sua attività è dedicata alla ricerca del cibo e di acqua.

E’ strettamente vegetariano e possiede un gran appetito: consuma ogni giorno 150 chili di vegetali. Sarebbe un animale di costumi notturni se la ricerca di cibo non richiedesse un’attività costante. Ha la tendenza di ricercare l’ombra per i suoi giochi amorosi. Nella savana l’istinto della riproduzione risulta ridotto a causa dell’eccessiva luce. L’esposizione continua al sole è dannosa per i giovani elefanti.

Durante le lunghe corse notturne gli elefanti penetrano spesso nelle piantagioni, causando gravi danni. Tuttavia si riesce a tenerli lontani con grandi fuochi e con petardi.

In Africa gli indigeni cacciano sempre gli elefanti sia per la carne che per l’avorio. In India vengono cacciati soprattutto per essere addomesticati. Un elefante può trainare un carico di 1.000 chili, ma solo per un tratto di 500 metri. Un elefante, appesantito da un normale carico, può percorrere una trentina di chilometri al giorno a condizione che sia ben nutrito. Sia allo stato libero che in cattività può raggiungere gli 80 anni d’età.

La leggenda molto diffusa secondo la quale gli elefanti selvatici sarebbero praticamente immortali proviene forse dal fatto che è difficile trovare il cadavere di un elefante.

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