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Orata

Orata

Generalità e morfologia:
L’orata misura circa sessanta centimetri di lunghezza e gli esemplari più grandi possono arrivare a pesare più di cinquanta chili. Il suo tratto più caratteristico è la dentatura, composta da denti anteriori a forma di canini e di molte file di denti posteriori robusti, molariformi, fatti per triturare. Il dorso di questo pesce è di colore grigio-azzurrato e il ventre argenteo. Presenta una striscia dorata, da cui prende il nome, fra gli occhi e, un’altra scarlatta, al margine dell’opercolo. La pinna dorsale è sostenuta da raggi spinosi. L’orata è comune nell’Atlantico orientale, dall’Inghilterra alle coste del Rio de Oro, e in tutto il Mediterraneo. Pesce essenzialmente costiero, frequenta principalmente le praterie di alghe del litorale, sino a tre metri di profondità circa. In primavera entra in gran numero nelle lagune salmastre, dove soggiorna per tutta l’estate, ritornando in mare per riprodursi.

Se vive senza essere disturbata manifesta un comportamento gregario, in caso contrario si disperdono e, nei fondali subacquei, si incontrano quasi sempre isolate. Tipicamente carnivora divora crostacei e molluschi in grande quantità. Se penetra in parchi ostreari o in allevamenti di mitili, può procurare ingenti danni, giacché con le potenti

Riproduzione:
La riproduzione ha luogo da ottobre a dicembre. Pesce ermafrodita, è maschio nella prima parte di vita, per divenire in seguito femmina. Già apprezzato ai tempi dei romani per l’eccellenza della sua carne, viene attivamente pescata sia nelle lagune che nel mare. Quando è intenta a masticare qualche mollusco, si lascia avvicinare molto facilmente, rendendosi facile preda dei subacquei.