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🐊 L’animale più pericoloso

L’animale più pericoloso del mondo è senz’altro il Black mamba, ovvero il Mamba nero.

E’ il rettile più velenoso che ci sia e questo lo rende l’animale più letale del pianeta.

Non è facile scegliere fra i tanti animali letali che vivono sulla terra: pensiamo allo squalo, agli elefanti, ai rinoceronti. Vince un serpentello, apparentemente innocuo, che molto spesso attacca senza esser visto ed il cui veleno porta velocissimamente alla morte.

L’animale più pericoloso del mondo: il black mamba

Dendroaspis polylepis è il suo vero nome, meglio noto come mamba nero. Il nome deriva dal fatto che ha l’interno della bocca nero, la sua testa ha la forma che ricorda una bara ed il suo soprannome “mamba” significa ombra di morte.

Si tratta di un ofide velocissimo può raggiungere anche i 20 km orari.

Descrizione e caratteristiche

Può raggiungere anche i 4 metri di lunghezza, è sottile e muscoloso pertanto è molto veloce ed agile. Non solo è veloce, può sollevarsi da terra per tre quarti della sua lunghezza.

Nonostante il nome in realtà è di un colore olivastro sul dorso e color crema sul ventre. Ad esser nero è solo l’interno della bocca, lo si può vedere quando il serpente spalanca la bocca, gesto che fa quando si sente minacciato.

Ha una coda sottile e appuntita, e una testa allungata, leggermente distinta dal corpo ed arcate oculari marcate e lati severi, quasi verticali. Le pupille sono rotonde e gli occhi sono di medie dimensioni.

Habitat

Vive prevalentemente nella savana, in Somalia e nel sud dell’Africa (Burkina Faso, Guinea e Guinea Bissau, Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Ghana, Togo, Benin e Camerun, Mali meridionale, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Zaire settentrionale, Sudan e Ciad meridionali, Eritrea, Etiopia, Kenya, Tanzania, Rwanda, Uganda, Somalia), raramente lo si incontra nelle foreste tropicali. Non ama le zone popolose.

Abitudini

E’ un serpente diurno, la notte si nasconde nelle tane o fra le rocce o negli affranti o anche nei termitai.

Mangia uccelli e mammiferi, soprattutto roditori, uccelli, galline, pipistrelli ed altri serpenti.

Li attacca, inietta il suo veleno e li stringe finché non fa effetto, questo se la preda è di piccole dimensioni. Se la preda è di dimensioni consistenti, la morde, inietta il veleno e poi la lascia andare, seguendola finché non crolla. A questo punto inghiotte la vittima intera.

Se avverte la presenza umana si allontana ma se viene calpestato o se si sente minacciato morde e soffia. Raramente attaccano per difendere il territorio.

Perchè il mamba nero è l’animale più pericoloso del mondo?

Il black mamba ha un veleno formato da neurotossine che attaccano il sistema nervoso, provocando la paralisi degli organi vitali e la morte. E’ composta da dendrotossina, una proteina basica neurotossica costituita da una singola catena peptidica di 57-60 aminoacidi.

Ne inietta da 120 mg a 400 mg con un morso. Non è molto viscoso perciò circola molto velocemente, ecco perché si dice a chi viene morso da un serpente di stare calmo: il battito accelerato del cuore propaga più velocemente il veleno.

Il morso è letale al 100% e può uccidere un topo in 20 secondi. Un uomo può impiegare al massimo 20 minuti per morire.

I sintomi sono: dolore locale, salivazione elevata, sete, vomito, stanchezza, difficoltà a parlare, perdita di coscienza, confusione, mal di testa, sudorazione, bradicardia, tosse e paralisi respiratoria.

Il codice dell’antidoto è SAfSAI03.

Il modo giusto per evitare di essere attaccati è guardarsi bene intorno se si attraversano territori africani semiaridi, con rocce o cespugli o se si attraversa un campo di canne da zucchero.

Se si viene attaccati bisogna restare calmi, allontanarsi se il serpente è ancora vivo, se è morto portarlo con noi presso il centro sanitario più vicino. La ferita non va toccata, se si trova su un arto va immobilizzato e mosso il meno possibile. Bere molta acqua.

Non usiamo lacci emostatici, non tagliamo, non succhiamo il veleno né cauterizziamo la ferita con fiamme. Non si lava la ferita con l’acqua che rende irriconoscibile il veleno. Niente sostanze chimiche e niente scosse elettriche, niente incisioni o amputazioni o ghiaccio.