Verme

Il verme è un modo generico per indicare un insetto invertebrato dalle dimensioni significative in lunghezza più che in altezza o in larghezza; si suddividono in Anellidi (il genere più diffuso), Nematodi (i vermi a forma di cilindro, non molto diffusi) ed in Platelminti, ossia i vermi piatti, abbastanza diffusi.

In questo frangente parleremo degli Anellidi, che sono davvero molto diffusi e a cui appartiene uno dei vermi più noti e conosciuti in assoluto, il lombrico.
Gli Anellidi possono essere anche marini e non soltanto terrestri, cosa che bisogna sempre ricordare quando si parla di vermi appartenenti a questa categoria: spesso si rischia di fare confusione attribuendo necessariamente un’origine terrestre al verme di cui si parla, facendo immediatamente riferimento al lombrico, ma non è così.

Il nome degli Anellidi è una sorta di definizione etimologica della metameria tipica di questi animali: in parole semplici, la metameria è la suddivisione del corpo degli Anellidi in diverse parti a cui vengono attribuiti nomi differenti, ma anche funzionalità diverse. Questa spiegazione potrebbe essere riassunta con il fatto che a colpo d’occhio tutti i vermi sembrano avere diversi “anellini” da cui sono formati, ed è in questo caso che ha luogo la metameria.
Per quanto riguarda gli Anellidi, molti di loro, tra cui il lombrico, sono detti ermafroditi insufficienti: a causa di questa condizione, l’accoppiamento è possibile soltanto se l’esemplare maschio e quello femmina si mettono in due direzioni completamente opposte.
Secondo diversi esperti, c’è un’altra particolarità che bisogna conoscere e che riguarda prevalentemente i lombrichi (ma comunque tutti gli Anellidi): esistono gli epigei, gli endogei e gli anecici. Gli epigei non riescono a muoversi nel suolo minerale ma soltanto nella lettiera, gli endogei invece non raggiungono la superficie ma consumano la sostanza minerale, mentre gli anecici consumano la lettiera lasciando sul posto i loro escrementi.